Siamo nelle fasi fondamentali di uno studio sull’evangelizzazione, e ciò non riguarda soltanto l’evangelizzazione personale ma anche le opportunità di evangelizzazione che si presentano a una chiesa locale. Prima di arrivare alla pratica dell’evangelizzazione, ci stiamo concentrando sulla teologia dell’evangelizzazione.

Ci prenderemo del tempo per comprendere il nostro messaggio.

Partiamo da una frase tratta dal libro di John Stott, “Our Guilty Silence”: uno dei motivi del silenzio della chiesa è che “ci manca una conoscenza approfondita del Vangelo [la buona notizia], o una convinzione sulla sua verità… o entrambe (…). Non può esserci evangelizzazione senza un evangelio, né missione senza un messaggio”. Stott cita un monaco buddista che disse: “Sembra che il Cristianesimo abbia raggiunto lo stadio dell’adolescenza, quando il bambino è leggermente imbarazzato dal padre e prova vergogna nel parlarne”. Qualcuno di noi ricorderà ancora quella fase in cui, vedendo nostro padre avvicinarsi mentre eravamo in compagnia degli amici di scuola, iniziavamo a chiederci in quale tombino nasconderci. Ecco, il monaco buddista suggeriva che forse è così che i Cristiani si sentono riguardo al loro Padre celeste.

È quindi di vitale importanza avere una solida comprensione dei fatti essenziali del Vangelo.

I fatti essenziali su Gesù

1) La verità centrale della buona notizia è Cristo stesso.

Leggiamo in Colossesi 1:28. Paolo dice, in sostanza: “Noi proclamiamo lui”. Per quanto possa sembrare ovvio a qualcuno, non deve essere trascurato che la nostra responsabilità, uscendo nel mondo, non è di raccomandare noi stessi o di promuovere il nostro particolare approccio al Cristianesimo, ma di raccomandare e presentare Gesù. Noi che siamo diventati suoi seguaci, dovremmo cercare di vedere altri unirsi a lui.

2) Lo scopo di Cristo nel venire nel mondo e nel morire sulla croce è stato quello di salvare i peccatori.

Ancora una volta, questo è molto, molto importante. Infatti, le persone vogliono credere che Gesù sia venuto nel mondo per mostrarci che Dio è molto misericordioso e molto amorevole (e, naturalmente, questo è vero), per mostrarci che Dio si preoccupa di noi (e anche questo è vero). Tuttavia, non possiamo capire né proclamare la venuta di Gesù, il quale ha invaso la capsula spazio-temporale del nostro pianeta, se non andiamo dritti alla verità che Gesù è venuto come Salvatore per il peccato. In Matteo 1 e in Luca 2 troviamo i resoconti: “Tu gli porrai nome Gesù, perché è lui che salverà il suo popolo dai loro peccati”. E nel versetto con cui forse non abbiamo molta familiarità e che probabilmente dovremmo consultare per disciplina, in 1 Timoteo 1:15, Paolo afferma: “Certa è quest’affermazione e degna di essere pienamente accettata: che Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, dei quali io sono il primo”. Quando parliamo di Gesù, quando cerchiamo di proclamarlo, il Gesù che proclamiamo è il Gesù che è venuto nel mondo come Salvatore dei peccatori.

3) La venuta e la morte di Cristo non sono state un incidente, ma facevano parte del piano eterno di Dio. Lo vediamo studiando la prima lettera di Pietro e leggendo il capitolo 2 degli Atti degli Apostoli, dove Pietro nel suo grande sermone nel giorno di Pentecoste cerca di far capire ai suoi ascoltatori che Dio non ha mandato Gesù per correggere un difetto in un sistema che lo aveva colto di sorpresa. Piuttosto, fin dall’eternità il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono entrati in una relazione reciproca in cui hanno deciso chi avrebbe fatto cosa, ed è stato determinato tra loro che Gesù Cristo sarebbe venuto e sarebbe morto, e che ciò sarebbe avvenuto secondo i propositi eterni di Dio.

Dunque siamo partiti dalla sua venuta, siamo passati allo scopo della sua venuta e poi alla sua morte, fino alla sua resurrezione. Eccoci al quarto punto.

4) La resurrezione di Cristo è stata la dichiarazione del Padre che Cristo è suo Figlio e la prova della sua soddisfazione per l’opera di Gesù.

La resurrezione di Gesù Cristo non soltanto lo ha dichiarato come la persona che affermava di essere e gli ha permesso di tornare dai suoi discepoli scoraggiati, ma ha reso perfettamente chiaro che Dio Padre era soddisfatto dell’opera di espiazione, così da risuscitarlo dai morti e da dichiararlo a tutti. Paolo scrive nei versetti iniziali del libro di Romani: “riguardo al Figlio suo, nato dalla stirpe di Davide secondo la carne, dichiarato Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di santità mediante la risurrezione dai morti“(enfasi mia).

Ed è per questo che è cruciale (se vogliamo arrivare al nocciolo della questione con le persone) che nei nostri tentativi di proclamare Gesù Cristo impariamo ad avere una solida comprensione della verità della resurrezione di Gesù Cristo. Dobbiamo diventare esperti nella difesa apologetica di questa verità. E questo significa semplicemente che dobbiamo diventare bravi a ragionare in difesa della verità che Gesù Cristo è realmente risorto dai morti e che Gesù è stato dichiarato con manifesta potenza di essere la persona che aveva detto di essere. proprio in virtù della sua resurrezione. Il Padre, risorgendolo dai morti, stava dicendo, “Questo è mio Figlio, e ciò che ha fatto è tutto ciò che desideravo”.

Ora, oltre a comprendere i fatti essenziali su Gesù, dobbiamo conoscere i fatti essenziali sugli inconvertiti. Cosa è vero riguardo alle persone che non conoscono Gesù? Perché, se vogliamo portare loro la notizia di un medico, è meglio conoscere la loro condizione clinica. Sarebbe assurdo mandare un medico da qualcuno che non è malato. E, naturalmente, questa è stata una delle spiegazioni che Gesù ha dato ai farisei.

Fatti Essenziali sugli Inconvertiti

1) Efesini 2:1 ci dice chiaramente che i nostri amici e vicini che non sono convertiti sono morti nelle loro colpe e nei loro peccati.

Non suona molto piacevole . Non voglio che ci sfugga il fatto che Gesù (ovvero colui che è venuto secondo il piano eterno di Dio, che è morto come Salvatore dei peccatori e che è risorto a nuova vita in una dichiarazione di soddisfazione di Dio per la sua opera) è l’unica risposta al dilemma della morte che affrontano gli uomini e le donne di oggi. L’idea che tutti gli uomini siano semplicemente spiritualmente vivi e non lo sappiano è una falsità. È falsa l’idea che in qualche modo siano tutti latentemente sintonizzati, che siano tutti diventati parte di un “cavo divino”, per così dire… che siano tutti cablati per questo e che tutto ciò che bisogna fare è andare a dirgli: “Ehi, sei cablato. Lo sapevi?”. Non è ciò che dice la Bibbia. La Bibbia dice che sono cablati, ma sono cablati nel modo sbagliato, e devono essere completamente ricablati: infatti, il cablaggio che hanno deve essere distrutto e sostituito con un nuovo set di cablaggio. Perché i fili che hanno loro sono nella direzione sbagliata.

Quindi, sono morti nelle loro colpe e nei loro peccati.

2) Allo stesso tempo, le loro menti incredule sono accecate.

Da chi? Da Satana. “Beh, non crederai mica in Satana, vero?” ci chiede qualcuno. Sì, ci crediamo. “Perché?” Perché lo dice la Bibbia. Perché Gesù è stato tentato da lui. Perché la Scrittura è piena di questo concetto che c’è uno che è il principe della potenza dell’aria.

E 2 Corinzi 4:4 rende perfettamente chiara questa verità. Andiamo a leggerlo per un momento: “il dio di questo mondo ha accecato le menti affinché non risplenda loro la luce del vangelo della gloria di Cristo, che è l’immagine di Dio”. Questo ci riporta alla lezione precedente, quando ci siamo detti che dobbiamo essere chiari su ciò che solo Dio può fare e quindi comprendere ciò che noi non possiamo fare. E se uomini e donne sono accecati da Satana e noi non possiamo permettere loro di vedere, allora solo Dio può sconfiggere l’opera di Satana nelle loro vite e portare luce nelle loro tenebre.

3) Essi sono (in una sola parola) perduti.

Ora, non vi sto suggerendo di andare domani mattina al lavoro e dire: “Ehi, a proposito, ho imparato alcune cose su di te, Giorgio. Se puoi prendere una tazza di caffè e venire nella sala riunioni… avrei bisogno di parlarti. Primo: sei morto. Lo sapevi, Giorgio?”

Giorgio potrebbe rispondere: “Beh, ti dirò, ho passato una notte difficile e non mi sento un granché, ma non credo di essere morto”.

“Sì, lo sei. Sei morto nelle tue colpe”. “Le mie colpe?” E così via.

No, non stiamo scoprendo queste verità per andare fuori e imporle alle persone. Le stiamo comprendendo per poterci inginocchiare per le nostre città, per i nostri uffici, per gli avvocati, gli operai, ecc. Sono uomini morti che camminano! E sono perduti. Sanno orientarsi sulla mappa di Cuyahoga ma, spiritualmente, sono perduti. Sono perduti naturalmente, sono perduti senza speranza e sono perduti volutamente. Ecco perché Gesù ha detto: “Io sono il buon pastore,” e il Buon Pastore è venuto a cercare e salvare coloro che erano perduti.

4) Cosa sono in relazione al peccato? Schiavi. Esatto.

Non sapete voi che se vi offrite a qualcuno come schiavi per ubbidirgli, siete schiavi di colui a cui ubbidite: o del peccato che conduce alla morte o dell’ubbidienza che conduce alla giustizia? (Romani 6:6).

A questo punto però dobbiamo porci la domanda: se questa è la condizione degli inconvertiti, quali sono i benefici promessi dal Vangelo? Siamo chiamati a condividere una buona notizia, ma qualcuno potrebbe ragionevolmente chiederci di che si tratta. In cosa consiste, esattamente? Cosa succede? Vedete, è Dio attraverso il suo Spirito che fa sì che questo accada nella vita di qualcuno, ovvero è lo Spirito che porta qualcuno a voler porre domande del genere. Questo dovrebbe essere un incoraggiamento.

C’era un bambino stamattina, un bambino con sindrome di Down, che, dopo aver assistito all’intero culto, ha chiesto alla persona che teneva per mano: “Perché Gesù è morto?”. Ha tredici anni, ma un’età mentale inferiore ai cinque anni, e ha chiesto di poter parlare con me. Ho cercato di spiegargli che Gesù era un dono. Così gli ho dato il mio coltellino, spiegando che, così come prendeva il mio coltellino, poteva prendere Gesù. “Cosa succederà?” “Beh, andrai in paradiso.” Mi ha restituito subito il coltellino. “Non voglio andare in paradiso!” ha detto. Perché pensava di doverci andare subito. La cosa sorprendente per me è stata questa: in un messaggio che, francamente, non riuscivo a capire del tutto io stesso mentre stavo predicando, ecco un bambino che esce e chiede: “Perché Gesù Cristo è morto?”. Ora, voglio dirti una cosa: è Dio, attraverso il suo Spirito, che pone quella domanda in una mente così piccola. L’uomo naturale non si preoccuperebbe minimamente del motivo per cui Gesù Cristo è morto.

I Benefici Promessi dal Vangelo

Vedete, spesso facciamo il nostro Dio troppo stretto con falsi limiti che ci imponiamo da soli. I benefici del Vangelo, i benefici promessi, sono questi.

1) La riconciliazione con Dio.

Diciamo ai nostri amici che abbiamo un grosso problema: un enorme debito sul nostro conto. E che Dio può cancellare questo debito.

2) La giustificazione.

Allora qualcuno potrebbe dire: “Questo è un grande messaggio. Mi piace la notizia, ma sai cosa? Nessuno ha mai combinato guai come me. Voglio dire, sono così nei guai che non potrò mai uscirne”. Oh, allora gli parleremo della giustificazione. Gli diremo che Dio non solo cancella il nostro debito, ma accredita sul nostro conto così tanto che non potremo mai più trovarci senza speranza davanti a lui.

3) La liberazione dalla condanna.

Sai quante persone vagano per le strade sentendosi assolutamente condannate? Possono metter su una maschera, possono dire di essere contente di quello che fanno, ma la loro coscienza li tormenta e vivono vite condannate. Vivono sotto una sentenza di morte. È una buona notizia poter dire loro non solo che possono essere riconciliati con Dio, giustificati per fede tramite la grazia di Dio, ma che tramite il Vangelo possono anche essere liberati dalla condanna.

4) Il privilegio di appartenere al popolo di Dio.

Non dobbiamo più vivere soli; non dobbiamo più vagare per strade deserte. Apparteniamo alla famiglia di Dio e, pertanto, possiamo andare dalle persone sole, da quelle che si trovano senza amici.

5) Il dono dello Spirito Santo.

“Nessuno può dire: «Gesù è il Signore!» se non per lo Spirito Santo”. Se non abbiamo lo Spirito di Dio, allora non apparteniamo a lui.

6) Il beneficio della vita eterna e della resurrezione del corpo.

Questi sono aspetti fondamentali, e avremmo potuto dedicare molto tempo a ciascuno di essi. Da qualche parte lungo il percorso, però, c’è un punto di contatto con le persone. Molti, in questo momento, sono disposti a parlare del concetto di vivere per sempre. L’intera New Age ha creato questo interesse. Dunque, se possiamo parlare di qualcuno che ha sconfitto la morte e lo ha reso possibile anche agli altri, disponiamo di un argomento che scotta. Le persone possono mostrarsi interessate alle questioni spirituali, possono essere coinvolte nella consultazione dei tarocchi o della tavola Ouija. Possono trovarsi in qualche esperienza di vita che sta creando una fame nei loro cuori. Bene: abbiamo l’opportunità di parlare loro dei benefici del Vangelo! Diremo loro questo: per entrare nei benefici dell’opera di Cristo e conoscere il perdono e il dono dello Spirito di Dio e per avere un posto nel suo Regno, sono necessari il pentimento e la confessione aperta di Cristo.

Ecco la verità su Gesù. Ecco la questione riguardo all’uomo. Ecco i benefici del Vangelo.

“Allora, come può un uomo nella mia condizione accedere ai benefici del Vangelo sulla base di ciò che Gesù Cristo ha fatto?”. Risposta: attraverso il pentimento e la confessione di Cristo come Signore e Salvatore.

Sempre vero

In conclusione, teniamo a mente l’affermazione di William Temple:

Il Vangelo è vero sempre e ovunque;
oppure non è affatto un Vangelo,
né esso è vero in alcun modo.

Ricordiamoci che è la presentazione del Vangelo, e non il suo contenuto, che cambia con il tempo.

Il Vangelo è rilevante nelle strade della nostra città oggi come lo era nelle strade di Atene quando Paolo lo proclamò. Sarà rilevante nel tuo ufficio domani come lo era nella bottega del falegname e lungo la riva del mare di Galilea tra i discepoli. Per voi che siete avvocati fiscalisti, è rilevante come lo era per Matteo, coinvolto nell’attività fiscale del suo tempo. Non dobbiamo alterarne il contenuto. Dobbiamo essere abili nella sua presentazione. Ma il motivo per cui ho dedicato questi articoli a questo argomento, è ricordarci di non cadere nella trappola di credere che l’abilità e la veemenza della nostra presentazione possano compensare una conoscenza poco approfondita del messaggio.

Permettetemi di incoraggiarvi a iniziare a memorizzare alcune Scritture. Perché questi insegnamenti avranno davvero valore solo se un giorno, rispondendo alle opportunità attorno a voi, sarete in grado di aprire la vostra Bibbia e tracciare una linea, in termini semplici, facendo conoscere alle persone la verità su Gesù, la verità sulla condizione dell’uomo, i benefici del Vangelo e il modo in cui un individuo può accedere a quei benefici.

E ora, grazioso Padre, accendi una scintilla nei nostri cuori. Risvegliaci da una potenziale apatia e dal disinteresse. Ricordaci che quando non abbiamo l’opportunità di parlare agli uomini di Dio, possiamo parlare a te degli uomini. Ricordaci che possiamo fare più di quanto crediamo in ginocchio e meno di quanto pensiamo in piedi. Dacci il desiderio di una conoscenza approfondita del messaggio del Vangelo, affinché possiamo proclamarlo con umiltà, chiarezza e sincerità. Apri porte di opportunità per noi questa settimana, affinché possiamo trasformare il nostro apprendimento in vita vissuta.

Grazie per questo giorno, per la tua grazia e bontà espressa in tanti aspetti. Ci affidiamo amorevolmente alle tue cure nel nome forte di Gesù.

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